Inchiesta rifiuti nel Napoletano

“Plauso ai Carabinieri del Noe, coordinati dalla procura di Napoli, per aver svelato l’ennesimo traffico illegale dei rifiuti che colpiscono ancora una volta la Terra dei Fuochi. L’inchiesta di oggi ripropone vecchi sistemi illegali di smaltimenti mentre nuovi inquinanti colpiscono territori già pesantemente danneggiati. Gli unici a pagare negli anni sono sempre i cittadini e le bellezze della Campania. Cave, cemento pessimo, imprenditoria deviata, rifiuti, sono un legame che in Campania significa illegalità, corruzione e devastazione ambientale contro il quale faremo la nostra parte costituendoci parte civile al processo”.

In una nota Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania commenta l’inchiesta sullo smaltimento illegale di circa 250mila tonnellate di rifiuti nel Napoletano.

“L’operazione dei carabinieri ha evidenziato ancora una volta quello che da decenni denunciamo nei rapporti ecomafia: il settore cave rappresenta il core business. È questo infatti il primo anello del circuito economico criminale dell’ecomafia: dal sistema delle cave, infatti, esce “oro”, sotto forma di materiali di base per l’edilizia, e rientra “oro” sotto forma di rifiuti.  Oggi, fortunatamente, l’illegalità ambientale può essere contrastata con maggiore facilità anche grazie alla legge sugli ecoreati in vigore dal maggio dello scorso anno – ha concluso Buonomo-. Norma che abbiamo chiesto per oltre 20 anni e che ad un anno dall’entrata in vigore, ha prodotto enormi risultati a totale beneficio di ambiente e cittadini”.

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