Deraglia treno Cumana

Legambiente: “Ogni giorno assistiamo al bollettino di guerra sul trasporto pubblico regionale”.

Treni troppo vecchi e lontani dagli standard europei: in Campania 431 treni in circolazione sulla rete regionale con l’età media dei convogli di 17,3 anni, il 78% con più di 20 anni di età.

“Ogni giorno assistiamo ad un bollettino di guerra sul trasporto pubblico, il deragliamento del treno della Cumana come i disagi e la soppressione dei treni della Circumvesuviana rappresentano la fotografia precisa dello sfascio del trasporto pubblico in Campania. Paghiamo anni di ritardi , incapacità e malagestione della politica sul trasporto regionale che conta su treni troppo vecchi, insicuri, lenti e lontani anni luce dagli standard europei. In una nota Antonio Gallozzi, direttore Legambiente Campania sul deragliamento del treno della Cumana.

 In Campania-denuncia Legambiente- sono 431 i treni in circolazione sulla rete regionale . L’età media dei convogli in circolazione sulla rete regionale è di 17,3 anni ed il 78,3% dei treni ha più di 20 anni di età. Al Governatore De Luca e alla giunta regionale chiediamo un cambiamento di rotta e di velocità sul trasporto pubblico. Un efficiente servizio ferroviario dipende da fattori diversi: sicurezza, frequenza, puntualità, comodità. e pulizia dei treni,per ridurre i tempi di attesa, e accessibilità delle stazioni. Tutti fattori che insieme costituiscono la vera forza del trasporto su ferro e che concorrono a determinare l’attrattività dell’offerta rispetto all’automobile. Uno scenario questo che in Campania rappresenta ancora una chimera .per gli oltre 271mila passeggeri che usufruiscono del servizio ferroviario regionale.

ICampania- secondo ultimo dossier Pendolaria di Legambiente- tra il 2010 e il 2015 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 15% a fronte di un record di aumento del costo dei biglietti pari al 23, 75 % con un servizio che non ha avuto alcun miglioramento. In Campania sono circa 292mila le persone che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare, eppure di loro non si occupa nessuno.Complessivamente dal 2010 anni persi oltre 130 mila pendolari(erano 422mila) che significa più auto in circolazione, piu’ traffico, piu’ smog nelle nostre città.

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