Che Caldo Che Fa

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A causa della crisi climatica, le temperature urbane estive hanno raggiunto livelli critici in diverse città italiane, con valori superiori ai 40°C per più giorni consecutivi e impatti significativi sulla salute pubblica. Questo fenomeno è aggravato dall’effetto isola di calore urbana che rende le città più calde rispetto alle aree circostanti (anche di 4°C) a causa della cementificazione, della scarsa presenza di aree verdi, della presenza di impianti di condizionamento e della densità abitativa e di veicoli a combustione.  

Le ondate di calore non colpiscono in modo uniforme la popolazione. Esistono, infatti, forti diseguaglianze termiche tra quartieri con diverse caratteristiche economiche e infrastrutturali. Nei quartieri a basso reddito, la mancanza di spazi verdi e di soluzioni di raffrescamento aumenta l’esposizione al caldo e il rischio di malori, mentre nei quartieri più benestanti si trovano condizioni che mitigano il calore: parchi e aree verdi, ventilazione naturale, accesso a impianti di climatizzazione. 

Questa disuguaglianza si definisce cooling poverty (povertà di raffrescamento), la povertà energetica legata all’incapacità di mantenere una temperatura confortevole in casa (accedere a fonti di raffrescamento come aria condizionata, climatizzatori, deumidificatori o comuni ventilatori) durante i periodi di caldo estremo sempre più crescenti, ma anche negli spazi pubblici delle città, dei quartieri e dei loro servizi che non sono progettati adeguatamente per offrire il diritto al raffrescamento.

 

LA CAMPAGNA

La nuova campagna di citizen science di Legambiente, in collaborazione con la Fondazione Banco dell’energia, vuole affrontare il problema della cooling poverty. Attraverso azioni di monitoraggio e analisi delle condizioni dei quartieri selezionati, si vuole arrivare a formulare proposte concrete per stimolare le amministrazioni comunali a intervenire, adattando le città alle ondate di calore e proteggendo la salute di tutta la cittadinanza, in particolare delle fasce sociali in povertà energetica.

In 5 città, RomaNapoliBolognaMilano e Palermo, grazie ai nostri volontari e volontarie, i Circoli e i Comitati Regionali, Legambiente mapperà le disuguaglianze termiche esistenti tra alcuni quartieri, monitorando la presenza di infrastrutture verdi e blu (spazi acquatici naturali o artificiali), raccogliendo dati sul campo (Social Citizen Science) e redigendo report di approfondimento.

L’obiettivo della campagna Che Caldo Che Fa! è duplice: da un lato, evidenziare le criticità urbanistiche presenti in molte città italiane, soprattutto nei quartieri più svantaggiati; dall’altro, sottolineare le diseguaglianze che le alte temperature hanno sulla popolazione, perché il caldo eccessivo impatta in particolare su bambini e anziani.

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