Isole Sostenibili 2024: la fotografia sulla sostenibilità delle isole campane

L’avanzamento della transizione ecologica nelle piccole isole

raccontato nel VI rapporto “Isole Sostenibili 2024” a cura di Legambiente e Cnr-Iia

La sostenibilità nelle isole minori è una sfida ancora da vincere:

con un indice medio di performance del 46% il percorso verso il green prosegue a rilento

Sono più avanti nel percorso di sostenibilità l’isola di Capri, con un indice di sostenibilità del 62%, l’isola di Procida sufficiente con indice sostenibilità pari al media nazionale mentre Ischia è al di sotto al 40%

 

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La sostenibilità nelle isole minori è una sfida ancora da vincere ma con alcune note positive. A livello nazionale lindice medio di performance al 46%, che l’Osservatorio Isole Sostenibili di Legambiente e dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA) ha calcolato sulla base dei dati relativi a consumo di suolo, gestione dei rifiuti e della risorsa idrica, sviluppo delle rinnovabili, mobilità e aree naturali protette nelle piccole isole, fotografa il lento progredire della loro transizione ecologica. In termini di indice di sostenibilità, le isole più avanti nel percorso sono Capri e l’isola di Sant’Antioco in Sardegna, rispettivamente al 62% e al 60%. Raggiunge ampiamente la sufficienza l’ Isola di Procida con un indice pari alla media nazionale. Al di sotto della media nazionale troviamo l’isola di Ischia con un indice di sostenibilità pari al 38%.  Il tutto è riassunto nel VI rapporto “Isole Sostenibili 2024”, redatto da Legambiente e CNR-IIA e presentato oggi a Palermo, in cui si offre una panoramica dettagliata sulla performance delle 26 isole minori prese in esame amministrate da 33 Comuni che ospitano più di 188 mila abitanti residenti ma che, nel periodo estivo, vedono il soggiorno o il transito di un numero di persone di almeno un ordine di grandezza superiore.

Per accelerare il passo della sostenibilità nelle isole minori, l’Osservatorio Isole Sostenibili di Legambiente e CNR-IIA propone quattro azioni. 1) Istituzione di una cabina di regia unica presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per dare supporto e indirizzo a chi amministra i territori isolani. 2) Realizzazione di una road map che porti le piccole isole a essere 100% rinnovabili entro il 20503) Promozione di politiche di adattamento alla crisi climatica partendo da un piano di azione per la rigenerazione urbana degli spazi e degli edifici senza altro consumo di suolo e per evitare ulteriori sprechi e perdite di acqua. 4) Coordinamento unico sulla gestione dei fondi del PNRR puntando prioritariamente sull’efficientamento e rafforzamento della gestione dei rifiuti per una migliore qualità del servizio e per ridurre a monte la produzione di scarti, partendo dalle attività commerciali e turistiche.

Il ‘potenziale’ sostenibile delle isole minori messo in evidenza nella VI edizione del rapporto ha bisogno di una nuova narrazione- ha commentato Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania– in grado di trasformare le piccole isole da luoghi di bellezza, di mare pulito e di vacanze estive, in centri culturali, di ricerca e di innovazione, anche in campo ambientale. La tutela ambientale, il turismo sostenibile, la riduzione delle pressioni antropiche, l’adozione di pratiche sostenibili attraverso l’efficientamento energetico, il recupero e riutilizzo del patrimonio edilizio, la produzione di energia da fonti rinnovabili, il contingentamento dei flussi turistici, la certificazione ambientale dei servizi sono tutti elementi che nei prossimi anni possono e devono diventare concrete opportunità di sviluppo, partendo innanzitutto dalla condivisione di buone pratiche, su cui puntare per costruire sinergie territoriali che siano riferimento e stimolo al miglioramento”.

Dati su singole tematiche: Le isole minori più virtuose riguardo alla mobilità sono le campane Capri (con 31 auto ogni 100 abitanti),e, tra i più bassi registrati sulle isole minori e vicino a valori ottimali anche rispetto a comuni e territori ben più grandi, accompagnato da circa il 40% del parco auto circolante con classi di emissione uguali o superiori all’Euro5 Procida (46/100) con il 40% del parco circolante è di classe uguale o inferiore all’Euro4. Da notare come il 10% del trasporto pubblico è stato effettuato su bus elettrici nel 2022 ed abbia trasportato il 25% dei passeggeri che hanno fruito del servizio pubblico sull’isola. Per quanto riguarda Ischia il tasso di motorizzazione è ancora troppo alto (63 auto ogni 100 abitanti) vicino ai valori medi nazionali – anche in questo caso decisamente poco performanti – mentre un terzo del parco auto circolante è di classe emissiva pari o superiore all’Euro5.

Per il capitolo acqua, in particolare sulle perdite di rete, i valori più bassi si registrano a Capri, dove le perdite di rete sono diminuite sensibilmente, arrivando al 2018 al 15,04%. Da completare anche il trattamento delle acque reflue depurate e Procida dove la dispersione è comunque un valore in miglioramento (17,75%); mancano, nella gestione idrica, regolamenti edilizi che incentivano riuso, riutilizzo e riduzione dei consumi. In costruzione nel 2023 un nuovo impianto di depurazione che permetterà invece il riutilizzo dell’acqua depurata per alimentare una rete suburbana non destinata a consumo umano. Più dietro Ischia dove la dispersione idrica è in peggioramento, tra il 2015 e il 2018, arrivata al 37,56%, mentre rimane da completare il trattamento dei reflui fognari.

Elevato il consumo di suolo sull’isola di Capri, figlio specialmente delle scelte del passato; si nota una tendenza positiva di limitazione del consumo di suolo negli ultimi anni (tra il 2006 e il 2022 +0.87% rispetto al consumo di suolo totale) che deve essere accompagnato necessariamente da azioni di de-impermeabilizzazione del territorio, a cominciare da quelle aree a rischio idrogeologico che sono state occupate e antropizzate e a cui prioritariamente bisogna ridare spazio. Nota dolente per quanto riguarda l’isola di Ischia dove il consumo di suolo, riguarda mediamente un terzo della superficie isolana, di cui oltre il 15% però è avvenuto in aree a rischio idrogeologico. Occorre dunque intervenire sullo stop al consumo di suolo accompagnato anche da azioni di de-impermeabilizzazione. Anche Procida non è messa bene dove il consumo di suolo arriva quasi al 45% del territorio, di cui il 7% ricade all’interno di aree a rischio frana. Urgono politiche di prevenzione, adattamento, delocalizzazione per restituire permeabilità, sicurezza e sostenibilità all’isola.

Sul versante dell’energia, considerando i kW di solare fotovoltaico per abitanteCapri con (0,01 kW/ab) e Ischia (0,06 kW/ab) si trovano molto al di sotto della media, tra i più bassi delle isole analizzate. Ancora troppo basso il tasso di fotovoltaico pro-capite istallato anche per il Comune di Procida dove, però, è partner del progetto ISLET – Innovative Support for citizen-led Local Energy Transition- finanziato dal programma LIFE-2022 che prevede la realizzazione di una comunità energetica sull’isola. Allo stato attuale è in corso l’attività di individuazione delle superfici disponibili, di ottenimento dei fondi e/o sponsorizzazioni per le installazioni e, contestualmente, di engagement dei cittadini al fine di individuare il numero di membri complessivi.

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