Natura Day 2024 e gli obiettivi politici su aree protette, biodiversità e foreste in Campania

Occorre frenare la perdita di biodiversità marina e terrestre. La crisi climatica è uno dei principali fattori di perdita di biodiversità. 

La natura è il regolatore climatico più efficace e anche il più potente elemento di immagazzinamento della CO2, e per ridurre i rischi per la biodiversità bisogna rendere più resilienti gli ecosistemi seguendo l’approccio One Health: un Pianeta sano garantisce buona salute a tutti i suoi abitanti. Per il nostro Paese frenare il declino della biodiversità deve essere un impegno costante e urgente con soluzioni basate sulla natura. Tra queste l’aumento della connettività e la resilienza degli ecosistemi marini e terrestri, la riduzione del consumo di suolo e delle specie alloctone invasive. Bisogna realizzare piani di gestione della biodiversità integrati con piani di adattamento ai cambiamenti climatici per gli ecosistemi e un sistema di monitoraggio efficace e trasparente. Risulta fondamentale coinvolgere maggiormente le comunità locali e i cittadini nelle scelte e nella gestione delle risorse naturali. Migliorare l’informazione, la conoscenza per contrastare le fake news sui temi che dividono l’opinione pubblica come la coesistenza con i grandi carnivori. 

Dobbiamo realizzare l’obiettivo di tutelare almeno il 30% di territorio e di mare e prevedere che almeno il 10% abbia una protezione rigorosa. Le aree protette sono lo strumento più efficace per tutelare la biodiversità terrestre e marina. Il nostro impegno per tutelare il 30% di territorio e di mare entro il 2030 lo abbiamo dichiarato con aree protette nazionali e regionali. Chiediamo procedure speditive per superare gli ostacoli burocratici di Ministero e Regioni per ridurre i tempi di istituzione delle aree protette. Dobbiamo valorizzare meglio la rete delle oltre 60 aree gestite direttamente dall’associazione, e offrire strumenti operativi ai circoli per attivare progetti finalizzati alla conoscenza del territorio e la nascita di nuove aree protette e la loro efficace gestione. Occorre recuperare l’esperienza di Appennino Parco d’Europa (APE) per migliorare le strategie di tutela del contesto appenninico, diffondere le green communities e promuovere processi partecipativi per il coinvolgimento delle comunità locali.  

Dobbiamo, infine, gestire in maniera sostenibile le foreste e le filiere forestali. Il nostro patrimonio forestale interessa quasi 12 milioni di ettari e quasi il 40% del territorio nazionale ed è ricco di biodiversità e paesaggi forestali unici. Questa ricchezza è cresciuta negli ultimi decenni anche a causa dell’abbandono di tanta parte delle aree agricole montane, e non sempre è gestita in maniera sostenibile perché è carente la pianificazione (solo il 18%) e la certificazione (solo il 9%) del territorio boscato, e siamo fortemente dipendenti dall’estero per l’approvvigionamento di materia prima che importiamo per l’80% del nostro fabbisogno. Per superare le criticità si lavorerà per un aumento della pianificazione e la diffusione della gestione sostenibile, l’utilizzo di strumenti collettivi come gli accordi di foresta per migliorare le filiere locali o i cluster regionali per le filiere del legno. Il legno è una risorsa rinnovabile, non sempre utilizzata in maniera sostenibile, come nel caso delle grandi centrali che utilizzano biomasse legnose per produrre energia, che devono essere abbandonate a favore di piccole centrali a cogenerazione, diffuse sul territorio e dimensionate “a misura di filiera” che utilizzano i prodotti forestali secondo l’uso a cascata.

 

LE PROPOSTE PER LA CAMPANIA 

  • Promuovere l’ampliamento delle aree protette a terra e a mare a beneficio della biodiversità e di una gestione d’insieme delle stesse a partire da i “parchi sospesi” come il Parco nazionale del Matese, con l’allargamento dell’Amp a tutta la costa cilentana ed a Capri o del Parco dei Campi Flegrei alla Collina di San Laise, e l’istituzione del Parco Nazionale del monte Epomeo a Ischia.
  • Promuovere l’istituzione di nuovi parchi urbani di interesse regionale di cui alla L.R. 17/2003 quali elementi funzionali alla connessione ecologica tra le AAPP maggiori e gli ambiti urbani, tra cui ad es: il Parco del Vallo di Lauro, il Parco delle Colline Nolane (Castelcicala), Parco Fenestrelle nell’avellinese, Parco dei Tifatini nel casertano, ecc.
  • Effettuare un monitoraggio sullo stato delle  foreste demaniali regionali tra cui: Cuma, Cerreta Cognole ecc, importanti anche per il fatto che alle stesse spesso siano stati associati vivai forestali (ora purtroppo in corso di dismissione). 
  • Garantire la tutela e il potenziamento dei corridoi fluviali quali ottimali strutture di connessione ai fini della costituzione della rete ecologica anche in ragione della intrinseca mancanza di soluzioni di continuità e della pervasività spesso fino agli ambiti urbani.
  • Programmare campagne informative/educative di grande valenza ai fini della promozione e tutela della AAPP e della biodiversità, con l’obiettivo di promuovere e diffondere il concetto dell’importanza di conservazione della biodiversità per poter assicurare oggi e in futuro la fruibilità dei servizi ecosistemici.
  • Promuovere la conoscenza dei Parchi Regionali e Nazionali dal punto di vista della ricchezza in specie ma anche come luoghi di creazione di prodotti tipici, varietà locali, gusto e ricchezza genetica utile alla conservazione della biodiversità agricola del territorio e capace di generare sviluppo locale.
  • Definire una strategia di promozione della nostra regione come meta di un turismo lento all’interno delle aree protette, a partire dal lavoro sul potenziamento dell’identità di appartenenza ai territori che vanno tutelati e preservati in prima persona.

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