Approvata dal Consiglio Regionale della Campania la Modifica della Legge Urbanistica. Cronistoria del nostro impegno contro tale scelta e iniziative future.

Dopo 10 mesi dall’approvazione in GR della Legge di modifica delle L.R. 16/2004 lo scorso 23 aprile 2024 il Consiglio Regionale della Regione Campania si è dotata di un nuovo strumento regolatore dell’urbanistica. Contro questa proposta si erano mobilitate insieme a Legambiente almeno una trentina di altre associazioni e organizzazioni tra cui la CGIL, la Fillea, il CNA Costruzioni, oltre a tanti comitati.

Nonostante i reiterati appelli all’insediamento di un tavolo di confronto nel quale non affrontare singoli emendamenti, ma l‘impostazione stessa della legge a fronte delle emergenze climatiche, sociali ed economiche per approdare ad una moderna legge di vero governo del territorio in grado di promuovere le grandi sfide della transizione energetica ed ecologica, dell’economia circolare e soprattutto contrastare i georischi e superare le criticità del passato (bonifiche, forte carico pressorio concentrato sulla costa per un riequilibrio con le aree interne, ecc.) il consiglio regionale ha inteso approvare il maxiemendamento già approvato a maggioranza il 21 marzo dalla IV Commissione consiliare permanente, presieduta da Luca Cascone, con il voto contrario del Movimento 5 Stelle e di esponenti del Gruppo Misto, e l’astensione della Lega e FI. Tale maxiemendamento era frutto della sintesi delle proposte emendative di varie forze politiche, del disegno di legge, ad iniziativa della Giunta regionale, “Modifiche alla Legge Regionale 22 dicembre 2004 n. 16 recante “Norme sul Governo del Territorio”.

 

COME SIAMO ARRIVATI FIN QUI?

 

Facendo una breve cronistoria, possiamo dire che il lungo percorso di approvazione della Proposta di Modifica è iniziato nel mese di agosto. Dopo l’audizione in IV Commissione e la presentazione delle Osservazioni, il tempo si è protratto perché il fronte di opposizione a questo disegno di legge si è via via allargato, a partire dal netto dissenso delle associazioni ambientaliste e di tutela, allargandosi ad associazioni di categoria (agricole e artigianali), alla CGIL e suoi settori connessi all’edilizia.

Il 23 novembre, a seguito della manifestazione di protesta una delegazione fu ricevuta dal Presidente Luigi Cascone che si fece intermediario per l’avvio di un confronto sul maxiemendamento e sulla bozza del Regolamento di Attuazione.

 

 

Non essendo stati più convocati, l’8 febbraio abbiamo deciso di insediare il tavolo per l’elaborazione di una moderna legge di governo del territorio, alla presenza di responsabili nazionali delle associazioni, tra cui anche il nostro Presidente Stefano Ciafani. L’insediamento si è tenuto in una sala del Consiglio Regionale invitando a partecipare tutti i consiglieri e l’Assessore Discepolo. Nessuno si è presentato e abbiamo continuato da soli, con appuntamenti ravvicinati a elaborare una nostra proposta, partendo dalla Legge 16/2004 originaria.

 

QUALI SONO NELLE NOSTRE PROPOSTE?

 

  • contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, promuovendo la transizione ecologica a partire dalla decarbonizzazione e dalla tutela e incremento del suolo permeabile, in luogo di ulteriore consumo del suolo, anche attraverso la valorizzazione della ruralità, naturalità e biodiversità per la salvaguardia delle matrici ambientali e delle valenze paesaggistiche e culturali,
  • realizzare infrastrutture strategiche per lo sviluppo ecosostenibile,per la transizione ecologica (economia circolare) ed energetica (FER) del territorio promuovendo il rafforzamento delle reti ecologiche urbane, privilegiando il ricorso alle soluzioni basate sulla natura (NBS);
  • salvaguardare la sicurezza degli insediamenti umanida fattori di rischio idrogeologico, sismico, vulcanico e antropico; diminuire il carico insediativo nelle aree a rischio idrogeologico e vulcanico, favorendo, soprattutto in ambiti di versante e fluviali, il ripristino dei processi geomorfologici evolutivi naturali;
  • riequilibrare il carico insediativoper migliorare la qualità della vita laddove sussistono condizioni di sovraccarico determinate da eccessiva densità e/o deficit degli standard di verde urbano a scala locale e di area vasta in coerenza con un assetto policentrico;
  • promuovere larigenerazione urbana e territoriale nell’ottica dello sviluppo sostenibile per favorire occupazione soprattutto giovanile e per combattere le diseguaglianze economiche e sociali oggi fortemente acuite dagli squilibri territoriali tra aree costiere e aree interne e tra aree centrali e aree marginali, garantendo su tutto il territorio regionale attrezzature e servizi, compresi quelli ecosistemici.
  • privilegiare la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale e pubblica allo scopo di soddisfare la domanda abitativa più debole e la coesione sociale;
  • tutelare i centri storici nelle peculiarità identitarie, culturali e paesaggistichedalle distorsioni causate dalla pressione turistica, dall’abbandono ovvero dai fenomeni di esclusione causati da processi di sostituzione sociale e gentrificazione;
  • integrare sistemi di mobilità sostenibilecon il tessuto urbano, con particolare riferimento alla rete dei trasporti collettivi su ferro, alla ciclabilità e ai percorsi pedonali;
  • favorire la partecipazione attiva dei cittadini portatori di interessi diffusi.

 

QUALI LE AZIONI FUTURE?

 

Intanto continueremo a seguire l’iter della legge, sia valutando la possibilità di un ricorso al Consiglio dei Ministri su alcuni profili di incostituzionalità, sia relativamente alla redazione del Regolamento di Attuazione nel quale saranno meglio rappresentate le ricadute dei principi approvati con la legge. Anche il Regolamento, come già avvenuto per la modifica della legge sarà oggetto di ulteriori approfondimenti e osservazioni da parte di Legambiente Campania insieme alle altre associazioni.

Inoltre proprio valorizzando l’importanza della rete che si è aggregata contro la modifica della legge e l’aspetto propositivo e teso al dialogo che ha consentito l’elaborazione di una propria proposta di legge che partendo dalla legge 16 affrontasse e sistematizzasse tutti i contenuti innovativi, compresi quelli connessi alla partecipazione, stiamo calendarizzando degli incontri già dai prossimi giorni per avviare dei confronti pubblici e quindi anche in Legambiente con i circoli per esporre questa nostra proposta.

Intendiamo infatti lanciare un dibattito anche moderno su un argomento che spesso i cittadini non conoscono o non affrontano e che è invece alla base delle scelte insediative nel nostro territorio, bene comune per eccellenza, oggi più che mai da governare correttamente, salvaguardando le matrici ambientali, soprattutto suolo, acqua e biodiversità, e garantendo a tutti i cittadini servizi ecosistemici, diritto all’abitare e a una qualità della vita adeguata.

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