Incendi impianti di gestione e stoccaggio dei rifiuti in Campania, c’è puzza di bruciato

C’è puzza di bruciato dietro l’escalation di incendi sospetti che nell’ultima settimana stanno colpendo impianti di gestione e stoccaggio dei rifiuti in Campania. Chi ha interesse a mettere in ginocchio un sistema che, grazie alla raccolta differenziata, sta provando a valorizzare ed incrementare l’ economia circolare?

Dopo gli incendi che hanno colpito aziende nel Salernitano siamo di fronte ad un nuovo caso di incendio e siamo preoccupati per l’incremento di episodi di questo tipo anche e soprattutto per le potenziali ricadute sull’ambiente e la salute dei cittadini. È necessario uno sforzo ulteriore da parte dell’autorità giudiziaria e di controllo per comprendere se esiste un filo conduttore tra tutti questi casi che sta scatenando una nuova guerra dei rifiuti.

“Purtroppo assistiamo all’ennesimo potenziale disastro ambientale scaturito da incendi in impianti che dovrebbero consentire percorsi virtuosi e di economia circolare”, afferma Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente in visita stamattina con i volontari del circolo locale all’impianto dei rifiuti a San Vitaliano colpito nella giornata di domenica da un incendio di vaste dimensioni.

“Qualcosa non torna, da tempo guardiamo con crescente preoccupazione questa strana epidemia di roghi che divampano in impianti di trattamento di rifiuti, da un capo all’altro del paese. È sempre più forte il sospetto che dietro alle fiamme non ci solo tragica fatalità, visto che, se gestiti in piena sintonia con le normative ambientali e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, è evento rarissimo che i rifiuti prendano così facilmente fuoco. Ora è importante dare in tempi brevi risposte certe e rassicurazioni per la salute dei cittadini dei territori coinvolti dalla nube. Un capannone che prende fuoco, lascia tappeti di cenere e rifiuti non più riciclabili. E il rischio inquinamento non riguarda solo l’atmosfera ma anche il suolo: quando si spengono le fiamme di un impianto di rifiuti, le sostanze inquinanti si trasferiscono nelle falde acquifere”.

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