Le mani della camorra sul settore agroalimentare

Una inchiesta coordinata dalla Dda di Napoli ha portato all’emissione di 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di presunti affiliati al clan camorristico Lo Russo che aveva il monopolio nella distribuzione del pane e imponeva ai supermercati il prezzo di vendita della merce.

Si tratta dell’ennesima conferma che le organizzazioni criminale “ce la danno a bere” – e “a mangiare” – grazie a infiltrazioni profonde e consolidate in vari comparti del settore agroalimentare. Sono tanti i prodotti alimentari che “puzzano” d’illegalità e di mafia.  Con ben 30 clan mafiosi censisti da Legambiente in questi anni con le “mani in pasta”.

A tavola è seduto il gotha delle  mafie: dai Gambino ai Casalesi, dai  Mallardo alla mafia di Matteo Messina Denaro, dai Morabito ai  Rinzivillo. E spesso i consumatori pagano un prezzo doppio: in termini di salute, ma anche di denaro, perché in molti casi è la criminalità organizzata a determinare il prezzo dei beni di prima necessità, sia a valle che a monte delle filiere.

 

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